TRADIZIONI PASQUALI IN CATTEDRALE

Tra storia e memoria

 

Mentre proseguono (sia pure a rilento per carenza di fondi) i lavori di inventariazione dei documenti conservati presso l’Archivio Capitolare di Adria, non mancano le sorprese. Riprendendo una antica e significativa consuetudine contemplata dagli Statuti, a partire dall’anno 2000 l’Amministrazione Comunale dona alla Chiesa Madre della diocesi il cero pasquale. La consegna avviene dopo la Messa del Crisma, nella Sacrestia della Cattedrale, con lo scambio di Auguri tra il Sindaco della Città ed il Vescovo. Fino a qualche tempo fa si pensava che questo fosse l’unico atto ufficiale di attenzione al Vescovo, rivolto dalla Comunità adriese. In realtà, a quanto scrive in data 18 gennaio 1840 nel suo diario il Cancelliere del Capitolo della Cattedrale Giuseppe Lorenzo Guarnieri (1703-1769?), “E’ da tempo immemorabile che la Città dona un vitello al Vescovo nelle Feste di Pasqua..”. (Le note del Guarnieri sono proposte nella trascrizione a cura di Giuseppe Pastega sotto il titolo “Gli Annali Guarnieri-Bocchi 1745-1848”, Apogeo, Adria 2010). All’epoca, il Vescovo mons. Antonio Maria Calcagno (1834-1841), si trovò in conflitto con i rappresentanti del Comune che si ostinavano a rifiutargli la concessione in uso perpetuo del terreno retrostante il Palazzo Vescovile, per costruirvi le stalle ed i ricoveri delle carrozze. Poi tutto si appianò con un accordo intervenuto sia sulla cessione dell’area che sulla costruzione di un muro divisorio tra l’area concessa al vescovo e l’area rimasta di uso pubblico. Nel momento di maggiore tensione tra le due autorità, i rappresentanti del Municipio minacciarono persino di sospendere la regalìa del vitello al Vescovo. Tanto che il cronista Guarnieri, assai preoccupato per i possibili risvolti negativi di questo irrigidimento, affidò al suo diario una frase dettata dal buon senso “La spesa del vitello è tanto mite per una città, che sembra che non mancasse strada a continuare ciò, che per secoli si è sempre costumato”. Qui il Guarnieri, confermando la simpatica tradizione secolare, dimenticò di annotare che, con proprio atto di liberalità, il Vescovo decise di cedere in perpetuo il “regalo” offertogli dalla Municipalità a vantaggio della Chiesa Cattedrale. La lettera della Congregazione Municipale della Città di Adria 14 aprile 1840, indirizzata alla Fabbriceria della Cattedrale, approvava la decisione del Vescovo e, nel contempo, comunicava la prossima consegna del vitello, lasciando quindi alla Fabbriceria l’incombenza della vendita per destinarne il ricavato all’uso indicato dal Presule. La nota del Municipio è firmata dal Sindaco Dr. Giuseppe Tretti, Segretario Dott. Oriani e Assessore Dr. Lupati. “Avendo Mons. Nostro Vescovo col pregiato suo foglio 9 corrente N° 317 dichiarato a questo Municipio di rilasciare quindi innanzi a vantaggio di questa chiesa Cattedrale il vitello, che nel Giovedì Santo gli viene offerto per inveterata regalia dai Rappresentanti di questo Comune, si ha la compiacenza di rendere consapevole la Fabbriceria di tale generosa disposizione, preannunciandola che nel prossimo Giovedì Santo verrà a Lei diretto il vitello per quell’uso che crederà più opportuno, onde procurare il maggior vantaggio della Chiesa Cattedrale al cui favore fu disposto”. A margine della lettera, in data 16 aprile, la Fabbriceria annotava: “Si avanzino i dovuti ringraziamenti a Mons. Vescovo” riportando la minuta della lettera di ringraziamento spedita lo stesso giorno a Mons. Calcagno. Per un migliore approfondimento sull’antica usanza, risulta interessante quanto riporta la Reversale di cassa n. 15, firmata dai Fabbriceri canonico Vincenzo Vianelli, Antonio Zen e Giuseppe Daminato in data 1 settembre 1835 con la motivazione: “Per austriache £ 168 (diconsi: centosessantotto) che il Tesoriere della Fabbriceria di questa Cattedrale Signor Domenico Scarpa esigerà dal Signor Scarpa Natale, e queste per altrettante ricavate dalla vendita di un vitello stato offerto alla Chiesa sin dall’anno scorso da Mons. Vicario Generale Capitolare Don Giuseppe Braga, Canonico Teologo”. Mons. Braga infatti venne nominato Vicario Generale dal Capitolo alla morte di Mons. Ravasi, avvenuta il 2 ottobre 1833. In quella veste, nella Pasqua del 1834 ricevette la regalia del vitello spettante al Vescovo. Venuto a conoscenza della simpatica tradizione, il nuovo Vescovo Mons. Calcagno decise di dare incarico alla Fabbriceria di monetizzare il dono pasquale a lui diretto, destinandone il ricavato a beneficio dell’erigenda Nuova Cattedrale. (Aldo Rondina)

accanto al portacero pasquale sistemato nel 2008 IL TRADIZIONALE DONO DEL CERO PASQUALE 1 IL TRADIZIONALE DONO DEL CERO PASQUALE 2

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