TRA I REPERTI DEL MUSEO DELLA CATTEDRALE UN CROCIFISSO DEL XVII SECOLO PROVENIENTE DA CRETA

Chi l’avrebbe detto che Adria potesse custodire un Crocifisso del XVII secolo proveniente dall’Isola di Creta? Di certo, il visitatore che sale al piano superiore del nuovo Museo della Cattedrale, rimane vivamente impressionato da una insolita immagine del Redentore, nella accezione del “Cristo patiens”. Nel 1975, nel corso di una visita in Cattedrale, la Soprintendenza di Venezia rilevò che il Crocifisso su tavola detto di Lepanto, a causa del tempo e delle condizioni ambientali avverse, aveva subìto gravi danni con numerosi sollevamenti di natura cromatica; per cui, seduta stante, venne deciso un immediato intervento di restauro. La particolare disponibilità della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Veneto e la sollecitudine del dott. Filippo Trevisani responsabile della struttura, consentirono l’invio a Roma del prezioso manufatto, che venne affidato all’Istituto Centrale del Restauro, sotto l’egida del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Il Crocifisso (tavola sagomata di abete, 93,3 x 96 cm.) fu restituito alla Cattedrale nel 1984, dopo essere stato esposto da maggio ad ottobre nella Mostra “Restauri in Polesine”, aperta presso l’Accademia dei Concordi.
Con riferimento alla nostra immagine, risultano di particolare interesse alcune osservazioni fatte dallo studioso Trevisani, che si sofferma a descrivere alcuni particolari dell’opera. “La pellicola pittorica, scrive, è stesa su ambedue le facce, in modo da ottenere un davanti e un dietro, di una tavoletta di legno sagomata e dagli spigoli stondati”. In queste poche righe può considerarsi riassunta la peculiarità del Crocifisso che, all’attento ricercatore, con il supporto di inoppugnabili documenti d’archivio, ha persino offerto l’opportunità di individuarne l’autore in quell’Emanuele Tzane (1610-1690), documentato a Venezia nel 1659 come curato di San Giorgio dei Greci.

Notizie sulla provenienza
All’epoca, le conoscenze sulla provenienza del prezioso crocifisso davano due versioni, aventi entrambe come punto di partenza l’isola di Creta e come destinazione finale la Cattedrale di Adria. In breve sintesi, una versione ne attribuiva il trasporto da parte di mons. Stefano Penolazzi, adriese e vescovo di Retimo (una delle diocesi di Candia), rientrato alla sua città perché bisognoso di cure e morto all’età di 74 anni nel gennaio 1641. L’altra versione assegnava il merito del trasferimento dell’opera al cappuccino padre Domenico Guarnieri. Nel 1669 il frate infatti fu costretto al rientro in patria, lasciando il ministero esercitato da molti anni, quando l’isola cadde in mano ai turchi ottomani dopo un lungo assedio ventennale. La provenienza “Guarnieri” può oggi fregiarsi anche della citazione nel verbale di Visita Pastorale compiuta in Cattedrale il 21 aprile 1703 dal Vescovo Filippo del Torre (1702-1707).

Didascalia foto:
Il Crocifisso detto “di Lepanto”
(particolare, prima degli interventi di restauro – anno 1975).

 

 

 

 

 

 

crocifisso-calendario

Didascalia foto:
Il Crocifisso detto “di Lepanto”
(particolare, tratto dal Calendario 2016 – Adria, Museo della Cattedrale).

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