LIBRI CORALI DELLA CAPITOLARE DELLA CATTEDRALE DI ADRIA IN RESTAURO A PRAGLIA

Una rappresentanza delle guide del Museo della Cattedrale di Adria si è recata in visita al l’Abbazia di Praglia e al suo “Laboratorio di restauro del libro e di opere d’arte su carta”, per verificare lo stato di avanzamento della riparazione dei volumi corali ed antifonari consegnati nello scorso mese di settembre.  Si tratta di quattro unici e preziosi volumi appartenenti allo straordinario patrimonio archivistico dell’Archivio Capitolare della Cattedrale di Adria che ad oggi sono in corso di ripristino conservativo presso il famoso laboratorio dei monaci benedettini, che incessantemente dal 1951 restaura libri e opere d’arte dall’alto valore storico. Precisamente, si tratta di due antichi volumi corali, editi a Venezia rispettivamente nel 1499 e nel 1500 da Lucantonio Giunti e curati da padre Francesco de Brugis, che formano una coppia unitaria, in cui il secondo continua la numerazione di pagine del primo. Il terzo volume, databile invece alla seconda metà del sec. XVIII, consiste in una “Raccolta di messe” (in folio manoscritto cm. 50x37, pagg. 100, con iniziali abbellite dei colori rosso, azzurro e oro fino). In carta di risguardo, prima dell’indice, è riportata una scritta in gotico con dedica indirizzata a “Sarego, cui Adria tota plaudit”. Si tratta del conte Lodovico Sarego che ricoprì vari incarichi nella Chiesa tra i quali anche l’ufficio di Vescovo di Adria nel periodo compreso tra il 1612 e il 1623, al quale rinunciò due anni prima della morte avvenuta nel 1625. La quarta opera in corso di risanamento è un “Antifonario o Vesperale”, stampato a Venezia nel 1649 con legatura in pelle con impressione in oro zecchino in cui è incisa l’immagine della Beata Vergine del Rosario della Cattedrale di Adria. Il restauro delle opere è a buon punto ed è possibile che almeno quest’ultimo antifonario verrà già esposto nel Museo della Cattedrale, in occasione delle feste quinquennali della Madonna del Rosario, in programma nel prossimo ottobre nell’anniversario del 300° anno di celebrazione. Durante la visita, la delegazione composta anche dall’Arciprete della Cattedrale, Mons. Antonio Donà e il direttore del Museo della Cattedrale Aldo Rondina, ha potuto così in via straordinaria visitare accompagnata dai restauratori, il laboratorio e vedere come le opere consegnate stiano tornando all’antico splendore grazie al paziente e straordinario lavoro dei tecnici, e apprendere tutte le varie e delicate fasi di restauro. Per l’occasione, non sono mancati anche vari momenti di approfondimento storico con la visita guidata da un monaco benedettino a tutti gli ambienti principali dell’abbazia quali la chiesa, il chiostro, il refettorio e i giardini officinali ecc.. La visita a Praglia e al suo laboratorio, che si sta occupando del restauro dei preziosi volumi che compongono l’eccezionale patrimonio culturale e religioso della Cattedrale di Adria, rappresenta un nuovo tassello del percorso iniziato quasi tre anni fa dal Museo della Cattedrale. In vista del completamento della seconda parte del museo che implementerà gli spazi espostivi, la giornata testimonia come il lavoro di gestione portato avanti sino ad oggi anche grazie al contributo del gruppo di guide volontarie non è solo di valorizzazione, promozione, visite guidate, lezioni didattiche alle scuole ed eventi ma di attività di studio, conservazione e recupero del patrimonio archivistico.

            Edoardo Zambon

            coordinatore servizio guide e attività - Museo della Cattedrale di Adria

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