IN RICORDO DI MONS. MARIO FURINI A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA

sarà celebrata una messa di suffragio in Cattedrale mercoledì 8 agosto alle ore 18,30.

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 Sono già trascorsi due anni dalla sera in cui Don Mario ha incontrato il Padre. Attendeva quel momento come “le sentinelle attendono l’aurora” poiché, se il suo corpo era fiaccato dalla malattia il suo spirito era rinvigorito dalla fede che aiuta e sostiene il credente. Tanti fedeli, ancora oggi, hanno come la sensazione di vederlo ancora muoversi, sia pure con il passo lento e faticoso degli ultimi tempi, all’interno della Cattedrale. Questo perché Don Mario fin dall’inizio del suo servizio pastorale nella chiesa di Adria, ha sempre tenuto un profilo discreto e silenzioso, pieno di rispetto per la Casa del Signore, intriso di opere di misericordia non conclamate, associate ad una costante ed intensa preghiera. Non a caso, nei giorni del mercoledì e del sabato, dedicati per secolare tradizione al mercato cittadino, egli volle introdurre l’esposizione del Santissimo Sacramento. Senza la preghiera, diceva, non si va avanti. Così, in qualsiasi momento d’incontro con le persone, invitava i suoi interlocutori a pregare. La recita di un Padre nostro o di un’Ave Maria erano sufficienti ad assicurare un felice esito alle assemblee od a qualsiasi convegno. Si recava quotidianamente con la sua bicicletta a visitare malati, anziani, disabili nelle loro case o nei luoghi di sofferenza, portando loro l’Eucarestia. Guardando agli oltre quindici anni dedicati alla Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo possiamo dire che grande è l’eredità spirituale ch’Egli ha lasciato. Il rispetto delle tradizioni liturgiche, la regolare celebrazioni delle Feste Quinquennali della Madonna del Rosario, la valorizzazione della Grotta di Lourdes come stimolo nel consolidamento della fede mariana dei fedeli, la ristrutturazione della Cella campanaria, resa antisismica e la posa della quinta campana per rendere possibile il tanto atteso concerto di campane, sono il risultato di un’azione pastorale costante svolta all’insegna del credo cristiano. Se grande è il patrimonio spirituale lasciato da Don Mario, notevole è la consistenza delle opere avviate da questo Sacerdote esemplare. E’ sufficiente infatti considerare la Sua costante azione avviata presso la Soprintendenza per la salvaguardia dei sacri edifici della nuova e dell’antica Cattedrale, la Sua solerzia per il recupero delle opere d’arte di pertinenza di questa Chiesa, ora raccolte per le Sue  costanti premure nel Museo della Cattedrale, in questi giorni si sono iniziati i lavori di ampliamento, il Suo impegno per la salvaguardia delle preziose memorie storiche della Città e della Diocesi custodite nell’Archivio e nella Biblioteca Capitolare. Tutto questo ha contribuito a far crescere sempre più verso di Lui la stima e l’affetto di tante persone. Fin dall’inizio della Sua missione pastorale in Adria nel mese di Ottobre 1999, Mons. Furini ha guardato con lungimiranza ai giovani, ponendo tra le priorità la Scuola Materna “Maria Immacolata” e il Centro Giovanile “San Pietro”, considerando queste istituzioni come “fucine per la formazione cristiana” dei nuovi parrocchiani. In questo contesto non possiamo dimenticare il Suo sostegno costante al Teatro parrocchiale “B. C. Ferrini”, ritenuto valido strumento di sostegno per la crescita culturale dei ragazzi. Certo, il monte dei progetti era ben più consistente, ma l’evoluzione della malattia ha impedito la loro totale conclusione. Oltre al completamento del Museo, Mons. Furini ha portato con sé il desiderio di un adeguamento degli spazi liturgici riservati all’altare maggiore della Cattedrale, come previsto dai dettami conciliari. Su questo e altri temi delicati aveva già avviato la stesura di progetti da sottoporre all’approvazione degli Uffici preposti. Sono iniziative importanti ch’Egli lascia come viatico alla Comunità adriese e polesana per rendere sempre più accogliente e invitante alla preghiera la Chiesa Madre della Diocesi.

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