IL GRADUALE DELLA CAPITOLARE DI ADRIA

L’esemplare del Graduale* Romano Giuntino della Biblioteca Capitolare di Adria

Stampato a Venezia tra il 1499 e il 1500, dalla tipografia Lucantonio Giunta, è un’imponente opera che si compone di tre volumi dalla foliazione continua. L’edizione si distingue per la nitidezza della stampa e per la qualità della carta. E' uno dei primi esemplari ad intercalare al testo pagine con notazioni musicali. La cura dell'opera si deve al Frate Francescano Francesco de Brugis, grande appassionato e studioso di canto gregoriano. E' un capolavoro dal punto di vista illustrativo, stampato in rosso e nero, è il primo a presentare una serie formelle xilografiche con figure originali, di mm 100 x 115, che saranno usate in altri libri liturgici.

I disegni delle xilografie, come capilettera, sono attribuiti all'artista Padovano Benedetto Bordon (n. tra il 1445 e il 1450 m. 1530), miniatore, disegnatore e curatore di testi figurati. Le xilografie sono realizzate con un intaglio vigoroso e un segno ombrato per mezzo di tratteggi.

L'editore fiorentino Giunta, dovette impegnare tempo e capitale considerevole per l'opera, ed ottenne un lungo e particolare privilegio dal Senato veneto, mai accordato prima con la stessa ampiezza a un libraio o tipografo. Infatti l'edizione dichiara in frontespizio di godere del privilegio (permesso) di stampa rilasciato dalla Serenissima a Lucantonio Giunta.

Ad oggi quest’opera sembra essere una delle trentotto sole copie esistenti al mondo e dal punto di vista della catalogazione in SBN o Catalogo nazionale, compare ad oggi nel posseduto di sole tre biblioteche italiane, per di più le opere risultano incomplete.

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 CURIOSITA’

Che cos’è un Graduale*?

Il Graduale è un libro di canto ad uso del coro, denominato per questo anche "Corale"; il suo nome deriva dal latino gradus, gradino, perché in origine i cantori cantavano restando sui gradini è di grande formato perchè destinato ad essere posto sul leggio del coro e doveva essere visto da lontano. Contiene il repertorio da cantare durante le funzioni religiose.

Si tratta di tre libri incunaboli…

Con il termine incunabolo si definisce convenzionalmente un documento stampato con la tecnologia dei caratteri mobili e realizzato tra la metà del 1400 e l'anno 1500 incluso. Il termine deriva dal latino incunabulum, che significa "in culla", appena nato, si tratta dei primi volumi a stampa.

Questi grandi libri corali esposti esprimono la liturgia e la musica della Cattedrale antica. Significativo, per la devozione della Madonna del Rosario venerata in Cattedrale è il fatto che uno dei tre libri corali (al centro), ci mostra, sulla coperta, in piena pelle bruna, sul piatto posteriore i Santi Pietro e Paolo Apostoli, patroni della Cattedrale e in centro al piatto anteriore impressa in oro vi è raffigurata la Madonna in trono col Bambino. Entrambi tengono in mano il Rosario, il tutto entro una doppia losanga.

SILVIA NONNATO

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