LIBRI CORALI E ANTIFONARI DELLA CATTEDRALE IN RESTAURO A PRAGLIA

un pezzo di museo della cattedrale nelle sapienti mani del laboratorio di restauro dei monaci benedettini

 

Come ogni Museo che si rispetti, alcuni reperti dell’Archivio e Biblioteca Capitolare della Cattedrale Adriese hanno la necessità e l’urgenza di essere restaurati in modo adeguato, per tornare al loro antico splendore. Con il generoso contributo di Ditte, Famiglie, Associazioni, Società e singoli cittadini, prosegue l’opera di recupero delle opere d’arte conservate presso l’ Archivio e Biblioteca Capitolare di Adria, da esporre nelle apposite teche dedicate nel Museo della Cattedrale, per poter essere ammirate dalle centinaia di turisti che mensilmente fanno visita a questa meravigliosa struttura. Dopo il restauro delle pergamene appartenenti al “Fondo diplomatico” dell’Archivio, concluso nel 2016 con la pubblicazione del volume e la mostra intitolata CHARTAE ADRIENSES, è stato ora avviato il programma di recupero di parte dei prestigiosi Libri Corali e Antifonari, per i quali si sono reperiti i fondi necessari indicati nei preventivi a suo tempo predisposti dal Laboratorio di Restauro del Libro e di Opere d’Arte su Carta dell’Abbazia di Praglia. Grazie a questi fondi promessi, sono stati consegnati nella giornata di venerdì 22 Settembre 2017, quattro preziosi volumi al Laboratorio di Restauro da una delegazione di Guide Volontarie del Museo della Cattedrale accompagnate dal Direttore Aldo Rondina. Nell’occasione il gruppo ha avuto modo di visitare sia il Laboratorio di Restauro che l’Abbazia seguendo la descrizione di Padre Alfio, frate benedettino attualmente preposto all’Ufficio. La visita alla struttura abbaziale ha suscitato molto interesse nei giovani adriesi che, sia pure in maniera estremamente sintetica hanno potuto conoscere aspetti inediti della vita conventuale, respirando per qualche momento la spiritualità che pervade l’intero complesso monastico. In totale i volumi consegnati sono quattro. Due di essi sono “gemelli” nel senso che il secondo volume prosegue la numerazione di pagine del primo; solo che il primo è stato stampato nel 1499, mentre il secondo nel secolo successivo 1500. Un altro Libro Corale del 1500, porta sulla copertina esterna l’immagine in oro zecchino della Madonna del Rosario che si venera in Cattedrale e nell’altra (sempre in oro zecchino) le effigi dei Santi Patroni Pietro e Paolo racchiusi in meravigliose cornici.

E’ stato infine consegnato il volume settecentesco curato interamente a mano, con capilettera colorati e per questo considerato tra i più preziosi dell’Archivio.

La ponderata scelta non poteva che ricadere nelle sapienti mani dei monaci dell’Abbazia di Praglia e del loro laboratorio di restauro, annoverato tra i migliori esistenti per la tipologia di lavorazione (uno dei lavori più famosi eseguiti è il restauro di tredici manoscritti del Sacro Convento di S. Francesco in Assisi) ed il tempo di lavoro stimato nella durata di circa un anno. La riconsegna, dei preziosi libri corali e antifonari infatti, è prevista per Luglio/Agosto 2018. Saranno di nuovo esposti al Museo della Cattedrale in occasione delle feste quinquennali alla Madonna del Rosario previste nel prossimo anno e delle quali ricorrerà il 300° anno di celebrazione. Al di là, dell’importante consegna nelle mani degli esperti restauratori di Praglia, la cosa che fa sorprendere dell’esperienza Museale della Cattedrale di Adria è che i volumi sono stati “accompagnati” dalle guide volontarie e custodi del Museo stesso, a testimoniare l’attaccamento a questa importante esperienza museale ed alle opere d’arte straordinarie in esso contenute. L’occasione è stata grande nel suggellare una vicinanza culturale tra i Monaci e i volontari “accompagnatori” dei 4 volumi, sfociata in un invito a guidarli personalmente tra le meraviglie dell’Abbazia di Praglia e nella interessante visita nei laboratori per la descrizione delle tecniche più antiche di restauro e conservazione. Un modo insomma di suggellare due mondi che si appartengono per un amore sia all’arte che spirituale, infatti per ogni monaco i Volumi antichi sono “reliquie e cose memorabili “ e per i nostri volontari lo è anche il Museo della Cattedrale di Adria.

Marco Doati

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