IL MUSEO DELLA CATTEDRALE DI ADRIA INCONTRA PAPA FRANCESCO

Il Museo della Cattedrale di Adria da Papa Francesco a Roma all’udienza privata dedicata all’Associazione Musei Ecclesiastici Italiani. Dopo l’intervento sul tema della giornata il Papa ha voluto salutare personalmente e stringere le mani a tutti i partecipanti.

Lo scorso venerdì 24 maggio il Santo Padre, Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano presso la sala Regia del palazzo Apostolico le delegazioni rappresentanti i Musei Ecclesiastici Italiani, tra cui quella del Museo della Cattedrale di Adria. A partecipare allo straordinario evento, in rappresentanza del museo adriese era presente la delegazione composta da: l’Arciprete della Cattedrale di Adria Mons. Antonio Donà, il Direttore del Museo Aldo Rondina, il responsabile del servizio guide Edoardo Zambon assieme ad un numeroso gruppo di collaboratori e volontari. Una volta arrivato a Roma, il gruppo del Museo della Cattedrale si è recato in Piazza San Pietro dove è stato accolto, sotto il colonnato destro della piazza nei pressi del Portone di Bronzo, dalla Guardia Svizzera e dal personale del Vaticano ed accompagnato assieme agli altri partecipanti all’udienza direttamente all’interno del palazzo Apostolico. Subito dopo l’accesso alla Sala Regia, luogo destinato all’udienza, il gruppo ha visto entrare Papa Francesco accompagnato dall’ Arcivescovo Monsignor Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia. Il Santo Padre, nonostante quasi contemporaneamente dovesse ricevere nell’aula Paolo VI˚ migliaia di persone, dopo aver ascoltato i saluti della Presidente dell’Amei, Domenica Primerano, ha consegnato il suo discorso alla stessa e con grande sorpresa dei presenti si è dedicato a salutare personalmente tutti i partecipanti. Immensa e lieta è stata la sorpresa delle persone che si sono viste venire incontro il Papa Francesco a dispensare il suo straordinario sorriso e a stringere le mani a ciascuno di 400 delegati presenti. Chiaro il messaggio del Papa nel suo discorso all’Associazione dei Musei Ecclesiastici Italiani, che ha ricordato la centralità dei musei ecclesiastici come «spazi aperti di relazione» e «che tutti hanno diritto alla cultura bella! Specie i più poveri e gli ultimi, che ne debbono godere come dono di Dio». Papa Francesco ha rammentato anche come già nella Laudato si’ «il patrimonio storico, artistico e culturale... è parte dell’identità comune di un luogo e base per costruire una città abitabile».

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