BIBLIOTECA

LA BIBLIOTECA CAPITOLARE DI ADRIA
La Biblioteca Capitolare di Adria è testimonianza storica di un’epoca in cui presso il Capitolo della Chiesa Cattedrale era depositata la cultura ecclesiastica, spesso con funzione didattica e catechetica, almeno fino al Concilio di Trento quando con la fondazione dei seminari si spostò altrove la formazione del clero e quindi una parte cospicua del patrimonio librario più antico della Capitolare è confluita nella Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo.                                                                                                                                I primi accenni dell’esistenza di un Capitolo della Chiesa risalgono ai 1203, anche se gli statuti che ne hanno guidato l’attività, giunti sino a noi sono del 1488.  L’esistenza della Diocesi di Adria è documentata dai secolo VII. Fu suffraganea della Diocesi di Ravenna fino al IX secolo. La Chiesa di Adria caratterizzata dalla oltre millenaria sede vescovile doveva sicuramente aver avuto un’importante Biblioteca, ciò è confermato da quello che riporta Gian Pietro Ferretto, vicario generale del vescovo De’ Cuppis, nel suo “Memorabilia episcopatus Hadriensis” scritto tra il 1536 e il 1539, a proposito della Capitolare scriveva: “Nella Chiesa di Adria ci fu una famosa biblioteca, molto ricca, che, come abbiamo sentito dire, era piena di libri scritti in diverse lingue; tra coloro che me ne parlarono ci fu il Rev.mo Sig. Ambrogio di Pavia; egli mi riferì di aver visto libri scritti in lingua armena, indiana e dalmatica. Nella stessa biblioteca c'era un famoso grande libro, il Catastico, contenente quasi tutti i diritti della stessa Chiesa; ma tutto già da tempo è stato spogliato”. Il cosiddetto Codex Adrianus (Catasticuni Episcopatus Adriae, sec. XIII-XV) è conservato nella Biblioteca di Monaco di Baviera. La Biblioteca Capitolare possiede una copia digitale in alta definizione fornita dalla Biblioteca di Monaco. Malgrado le cospicue dispersioni e numerose perdite nel corso dei tempi, dovute anche alle numerose inondazioni, la Biblioteca si è arricchita nel tempo grazie a lasciti e donazioni fino a configurarsi oggi come un’ importante raccolta di argomento soprattutto teologico in cui figurano opere rare; nata per custodire i libri liturgici e le raccolte personali dei canonici inizialmente era composta dal fondo librario del Capitolo della Cattedrale, ad esso, nella prima metà del XIX secolo, si sono aggiunti alcuni fondi minori come quello di Mons. Carlo-Pio Ravasi, Vescovo di Adria, quello di Mons. Bartolomeo Donà e di altri canonici oltre a svariati volumi facenti parte di biblioteche sacerdotali. Probabilmente vi sono state altre donazioni che attualmente non sono ancora documentate. Le principali finalità della Biblioteca Capitolare di Adria come di tutte le biblioteche, sono la conservazione e la messa a disposizione degli studiosi dei patrimoni librari che custodisce, occorre precisare però che si rivolge tendenzialmente ad un pubblico di studiosi e di utenti specializzati che ne fanno esplicita richiesta al Direttore Aldo Rondina. Oltre alla conservazione del patrimonio librario che oggi conta più di 20.000 volumi, promuove la valorizzazione attraverso attività che ne favoriscono la fruizione da parte degli utenti, sono in cantiere diversi progetti culturali destinati a far conoscere maggiormente la Biblioteca e il suo importante patrimonio a tutta la cittadinanza e non solo. A tal proposito sono previste visite guidate, mostre, cicli di conferenze e convegni, esattamente come sta avvenendo per l’altro istituto culturale ovvero l'Archivio Storico Capitolare. Dal 2012 sono stati avviati i lavori di riordino e di catalogazione. Dopo che i libri sono stati trasferiti in via definitiva, presso l’attuale sede della Capitolare, in via Vescovado, sono stati nuovamente catalogati e scientificamente schedati su supporto informatico e collocati secondo criteri che ne facilitino il reperimento.

Si è data la priorità agli incunaboli, ai volumi antichi, infatti il fondo contiene un rilevante numero di cinquecentine, nonché di seicentine, oltre agli ulteriori volumi dei secoli XVIII-XX. Fondamentalmente questo fondo ha un carattere scientifico e tematico piuttosto vario tale da renderne difficile la classificazione. Vi sono opere che spaziano in differenti ambiti: storia in senso lato ma anche religiosa, filosofia, scienza, matematica, liturgia, patristica, letteratura, filologia, teologia, diritto canonico e civile, storia locale, geografia, architettura, arte, medicina e altro ancora. Tra le rarità spicca il Graduale 3453455secundum morem sancte Romane ecciesie integrum & completum videlicet dominicale, sanctuarium, commune & cantorinum siue kyriale... Correctum per fratrem Franciscum de Bru gis ordinis minorum de obseruantia, Venetijs, 1500, un libro ad uso del coro che raccoglie i canti della messa, in tre torni dalla foliazione continua, quest’opera sembra essere una delle trentotto sole copie esistenti al mondo e dal punto di vista della catalogazione in SBN o OPAC nazionale, compare ad oggi nel posseduto di sole tre biblioteche italiane, per di più risulta incompleta; il volume si distingue per la nitidezza della stampa e per la qualità della carta. E’ uno dei primi esemplari ad intercalare al testo pagine con notazioni musicali. La cura dell’opera si deve al Frate Francescano Francesco de Brugis. E’ un capolavoro dal punto di vista illustrativo, stampato in rosso e nero, è il primo a presentare una serie di formelle xilograflche incise con figure originali. Nell’ambito delle seicentine, merita di essere menzionata un’opera completa in sei volumi Simboli predicabili estratti da sacri euangeli che corrono nella quadragesima, delineati con morali, et eruditi discorsi da Monsignor Carlo Labia, Vescovo d’Adria, con un bellissimo frontespizio figurato e un’antiporta con il ritratto del vescovo Labia, incisi da suor Isabella Piccini. Nella sezione locale è presente un’opera riguardante la storia dei vescovi di Adria del 1788 dal titolo Adriensium Episcoporum series historico-chronologica monumentis illustrata del vescovo Arnaldo Speroni Degli Alvarotti con dorso e coperta in Diocesi di Adria. Tra le opere più recenti si può citare: un Missale Romanum, 64564stampato ad Adria nel 1858 dalla Tipografia Vescovile Giuseppe Vianello, il volume si distingue per la qualità della stampa, il formato e la pregevole coperta di pelle con grandi borchie metalliche. Pur essendo prematura una valutazione precisa di questo fondo librario, visto che è stato solo parzialmente catalogato, è indubbia la sua importanza sia per l’antichità e la rarità delle stampe, sia perché costituisce un punto di riferimento essenziale per l’approfondimento delle correnti culturali nell’ambiente adriese dei secoli XVI-XIX. E’ palese, al riguardo, la fondamentale importanza della gran quantità di note di possesso presenti nei volumi più antichi, utilissime per ricreare la tradizione talvolta assai articolata e complessa di questi libri. La Biblioteca Capitolare è dunque uno dei luoghi della tradizione e della memoria storica di Adria. Vi sono conservati e messi a disposizione i tesori di pensiero delle generazioni che ci hanno preceduto e che verranno.

Silvia Nonnato