7 giugno 1017 – 7 giugno 2017: RICORRENZA MILLENARIA DI UNA PACE CON VENEZIA

Il 7 giugno 2017 ricorre il primo millennio del trattato di Pace intervenuto tra il Vescovo di Adria Pietro I (1003-1017) e il doge veneziano Ottone Orseolo (1009-1026), avvenimento memorabile per la storia della Chiesa polesana. Nel secolo XI il Polesine era governato da un Vescovo-conte che in forza di cospicue donazioni ricevute da privati e di concessioni pontificie solennemente confermate con documenti inoppugnabili, esercitava entrambi i poteri (spirituale e civile) nel territorio diocesano all’epoca incardinato nell’Arcidiocesi di Ravenna. Fin dagl’inizi del suo episcopato (durato dal 1003 al 1017 secondo la cronotassi ufficiale) Pietro I dovette impegnarsi per la difesa dei diritti del suo territorio che, per effetto del testamento del marchese Almerigo, comprendeva fin dal 938 la città di Loreo. Diritto poi confermato nel 944 dal diploma di papa Marino. Su quest’area però aveva posto le sue mire espansionistiche la giovane Repubblica Veneta che intendeva assicurarsi il controllo delle foci di Adige e Po, nelle cui adiacenze sorgevano gli importanti centri di Loreo e Cavarzere. Si può dire che in quel periodo il mondo europeo gravitasse attorno ai due poteri essenziali: impero e papato, spesso in contrasto tra loro. Per cui finché il potere imperiale si trovò in conflitto con Venezia i vescovi adriesi si trovarono in piena tranquillità. Quando però l’imperatore Ottone III nel 992 decise di restituire Cavarzere ai Veneziani, assegnando loro d’autorità anche il territorio di Loreo, in tutta l’area si accesero fuochi di guerra. Tanto che a seguito di una ennesima violazione di territorio da parte dei Veneti il Vescovo Pietro in persona si portò con le sue milizie nei pressi di Loreo per difendere i diritti calpestati. Solo che le truppe veneziane, più numerose e meglio attrezzate al combattimento, inflissero alle milizie del Vescovo una grave sconfitta presso la fortezza delle Bebbe (o Bebe), avamposto della Repubblica a sud di Chioggia. Alcuni anni dopo, il 7 giugno 1017, nel palazzo ducale della Serenissima, tra il Vescovo ed il doge Ottone Orseolo fu stipulata una pace onorevole senza alcuna pretesa di risarcimento da parte veneziana. Oltre che dal Vescovo sconfitto Pietro I, l’Atto di Pace fu sottoscritto dai dignitari del Presule ed anche da due laici di nome Anastasio e Teobaldo. Secondo i medievalisti questi personaggi, qualificati come “consoli”, rappresenterebbero i primi fermenti di espressione civile della Comunità Adriese che qualche tempo dopo darà vita al Comune. Quanto esposto trova riscontro nei documenti allegati: (Fig. 1) Atto di Pace firmato il 7 giugno 1017 (conservato nel Codice Diplomatico Trevisaneo, al foglio 96, presso Archivio di Stato - Venezia); (Fig. 2) Iscrizione storica presso i ruderi del castello di Bebbe (o Bebe) localizzati nella zona di Brondolo al confine con il Comune di Cavarzere, Cavanella d’Adige e Conche (località nei pressi di Chioggia). (Aldo Rondina)

Fig. 1

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